Tra i metalli più conosciuti e utilizzati vi è l’acciaio inox (in inglese Stainless Steel), la cui principale caratteristica è la sua resistenza all’ossidazione. Ma cosa determina questa sua caratteristica? Scopriamolo insieme.

 

Che cos’è l’acciaio inox

L’acciaio inossidabile (inox) è una lega a base di ferro, cromo e carbonio, con l’eventuale presenza di altri elementi come nichel, molibdeno, silicio, titanio, etc. La definizione inossidabile è dovuta alla sua resistenza alla ossidazione e alla corrosione anche in presenza di un ambiente ossidante.

 

I 5 tipi principali di acciaio inox

Sebbene comunemente si parla di acciaio inox, sarebbe più corretto parlare di acciai inox. Vi sono infatti più tipi, che differiscono per il loro comportamento strutturale che cambia secondo la composizione chimica. Esistono oltre cento tipi di acciaio inox, ma i principali sono cinque:

  1. Austenitico – questo tipo di acciaio inox ha una presenza di carbonio inferiore allo 0,1%, di cromo compresa tra il 18-25% e di nichel tra l’8-20%. La sua struttura è stabile a qualsiasi temperatura e proprio per la sua resistenza al calore è tra i più utilizzati, in particolare nelle navi, in edilizia, nelle tubazioni industriali e nei casalinghi.
  2. Ferritico – questo tipo di acciaio inox è costituito principalmente dal cromo, che costituisce l’11-30% circa della lega. Presenta una buona resistenza meccanica e una moderata resistenza alla corrosione. È utilizzato per pannelli e radiatori solari, tubi di scambiatori di calore e di condensatori, serbatoi per acqua calda e tubazioni di circolazione di salamoie nelle industrie alimentari e nell’architettura per interni.
  3. Austeno-ferritico (Duplex) – la struttura di questo tipo presenta una percentuale di cromo del 18-32% (la parte ferritica), una di nichel del 4,5-7% (la parte austenitica) e una di molibdeno del 2,5-4%. Si contraddistingue per flessibilità e durata. Viene utilizzato soprattutto nell’industria della carta e nelle costruzioni navali.
  4. Martensitico – l’acciaio martensitico è caratterizzato dall’alta presenza di cromo (11-18%), da valori più elevati di carbonio (fino all’1,1%) e dalla presenza di altri elementi (manganese, silicio, cromo e molibdeno) a cui può essere aggiunto anche lo zolfo per renderlo più lavorabile. Sebbene abbia una minore resistenza alla corrosione, è molto forte e durevole. Viene utilizzato molto per le lame di turbine e i coltelli.
  5. Indurito per precipitazione (o semi-austenitico) – questo tipo di acciaio è il frutto di un trattamento termico di invecchiamento che porta ad accresciute proprietà meccaniche. È un acciaio particolarmente forte perché ha visto l’aggiunta di ulteriori elementi nella lega (alluminio, niobio, rame, vanadio, azoto).

 

Cosa determina la resistenza dell’acciaio inox?

La resistenza dell’acciaio inox all’ossidazione è determinata dalla sua stessa ossidazione. In presenza di un ambiente ossidante, infatti, si forma sulla sua superficie uno strato invisibile di ossigeno adsorbito che ha una funzione protettiva. Nel caso in cui tale barriera si dovesse rompere si riforma spontaneamente, garantendo così una protezione sicura.

Ma affinché tale barriera si formi nella lega costituente l’acciaio vi deve essere una determinata quantità minima di cromo.

L’acciaio inox è molto utilizzato nell’ambito della lattoneria industriale, nella quale opera la Tecnoberg Sheets di Casnigo (BG), in particolare nella versione AISI 304 o in alternativa in quella AISI 316 indicata per ambienti con atmosfera molto aggressiva. Per maggiori informazioni sul tipo di lavorazioni dell’azienda bergamasca chiama il numero 035/740173 o scrivi a info@tecnoberg.it.